
18 gen 1992 - Dopo un incidente d’auto, Eluana, 20 anni, cade in uno stato vegetativo permanente. Ricoverata a Lecco, è alimentata con un sondino. La ragazza respira autonomamente pur senza coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata.
17 anni dopo,si dichiara che sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è “una mostruosità disumana e un assassinio”. Secondo gli avvocati della famiglia Englaro, invece “è ora che Eluana venga lasciata morire come chiede suo padre da 16 anni”.
Queste i punti fondamentali sulla storia di questa ragazza.
E se Eluana fosse stata cosciente diversamente dal parere dei medici? se veramente avesse voluto e desiderato per anni di voler porre fine a quel supplizio?Chi siamo noi per decidere il contrario? e al contempo chi siamo noi per decidere di farla morire?
Onestamente da quando è stata fatta luce sulla sua storia anche forse sfruttandola per portare acqua al proprio mulino (caso Berlusconi e le diverse produzioni giornalistiche) noin sono mai riuscita ad avere un'idea chiara sull'azione da compiere,pareri e sentimenti contraddittori e conflittuali....La scienza è scienza eppure i sentimenti , il dolore e la pena di un genitore e della stessa ragazza probabilmente non sono da ritenere meno importanti o meno realistici.
Forse la sua morte, in anticipo rispetto ai pronostici, è stato un segno da colui che è al di sopra di noi tutti,un input per farci capire che siamo uomini e in quanto tali non possiamo ssempre avere certezze nè prendere decisioni avventate sulla scia di un momento di rabbia o di falso buonismo o al contrario di infinito dolore.Forse la sua morte a distanza di 17 anni dall'accaduto era qualcosa di segnato e che doveva avere un significato per noi tutti....