Informazioni personali

Fatta di 1000 sfumature diverse...non so dire molto su me stessa...lascio agli altri le parole.

sabato 25 febbraio 2012

Non fingete di essere saggi , ma siate saggi davvero : non abbiamo bisogno di APPARIRE sani ma di esserlo veramente ! 
Epicuro 

 Non fingete di essere ciò che nn si è; purtroppo alcune persone possono essere una quotidiana finzione,si divertono a essere pullicinella,arlecchino,pierrot tutta la vita...si mostrano buonisti,onesti,sinceri invece sono l'esatto opposto...persone viscide,irrispettose,persone sbagliate e senza coscienza,egoisti e profondamente ipocriti e la cosa allucinante è che lo sono in primis con se stessi...anche se sbattono di fronte a un muro non si rompono il naso o almeno fanno finta di non esserselo rotto ...sono capaci di dire allo specchio che quel naso rotto è solo un'illusione ....che cosa triste!

sabato 12 marzo 2011

IL MIRACOLO

Questa è la storia vera di una bambina di otto anni che sapeva che l'amore può fare meraviglie. Il suo fratellino era destinato a morire per un tumore al cervello. I suoi genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i lo...ro risparmi. Una sera, il papà disse alla mamma in lacrime: "Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo". La piccola, con il fiato sospeso, in un angolo della stanza aveva sentito. Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e, senza far rumore, si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete. "Per cos'è? Che cosa vuoi piccola?". "È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo". "Che cosa dici?" borbottò il farmacista. "Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non c'è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo". Il farmacista accennò un sorriso triste. "Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli". "Ma se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?". C'era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall'aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione. Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L'uomo si avvicinò a lei. "Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?". "Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa…. È per il mio fratellino Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un'operazione, ma papà dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho". "Quanto hai?". "Un dollaro e undici centesimi…. Ma, sapete…." Aggiunse con un filo di voce, "posso trovare ancora qualcosa….". L'uomo sorrise "Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!". Con una mano raccolse la piccola somma e con l'altra prese dolcemente la manina della bambina. "Portami a casa tua, piccola. Voglio vedere il tuo pratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno". Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano. Quell'uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo Andrea, che potè tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito. "Questa operazione" mormorò la mamma "è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata…". La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici centesimi…. più, naturalmente l'amore e la fede di una bambina.   Se aveste almeno una fede piccola come un granello di senape, potreste dire a questo monte: "Spostati da qui a là e il monte si sposterà". Niente sarà impossibile per voi (Vangelo di Matteo 17,20)...

giovedì 23 settembre 2010

Isole felici?

La crisi colpisce il paese, le imprese, i giovani che ,dopo una vita spesa sui libri, facendo sacrifici e sperando in un futuro ricco di soddisfazioni, si vedono chiuse in faccia le porte del mercato del lavoro e nonostante o indipendentemente dal titolo di studio conseguito vengono travolti dai problemi delle aziende e delle difficoltà economiche e finanziarie.
Licenziamenti,esuberi,scarsa considerazione per la ricerca, laureati specializzati che devono accontentarsi di mestieri tuttofare pur di iniziare da qualche parte e vantare un minimo di esperienza affinchè il proprio cv possa essere almeno visualizzato ammesso che si abbiano meno di 30 anni perchè altrimenti le aziende ,quelle che ancora possono permettersi un'assunzione o quantomeno inquadrarti come stagista, ti scartano a priori in quanto per te sarebbero previsti costi aggiuntivi piuttosto che da apprendista .
Il governo ha mille preoccupazioni ma più di tutte come uscire indenni dai casini che fanno in Parlamento quando invece si dovrebbe mirare a un radicale cambiamento della filosofia mentale delle aziende e a una risoluzione dei problemi che accompagnano l'Italia negli ultimi anni.
Quando noi giovani potremmo dirci felici e soddisfatti?
E come qualcuno ha detto ,certamente ci saranno isole felici ma se si sta a scrivere e a leggere questi blog e non li si legge dai colleghi finlandesi, inglesi o tedeschi, ci sarà pure un motivo no?

mercoledì 3 febbraio 2010

Maschere

Pullicinella,Arlecchino,Pierrot sono tra le principali maschere napoletane di carnevale....E' facile nascondersi dietro delle maschere vero? ed evitare che il mondo,gli altri possano vedere ciò che davvero sei dentro....apparire + che essere ,nascondersi pur di non rischiare....credo che siano due le principali ragioni per cui lo si fa
1. paura di mostrare le proprie debolezze ...quelle che a volte fanno di te una persona speciale e pertanto la maschera cade presto e il buono viene mostrato
2. il contrario ed è la ragione a cui dedico il mio articolo ovvero la paura di far vedere chi si è davvero e perciò fingere di essere una persona migliore
Perchè questo discorso vi chiederete?semplice.... alcune persone possono essere una quotidiana finzione,si divertono a essere pullicinella,arlecchino,pierrot tutta la vita...si mostrano buonisti,onesti,sinceri invece sono l'esatto opposto...persone viscide,irrispettose,persone sbagliate e senza coscienza,egoisti e profondamente ipocriti e la cosa allucinante è che lo sono in primis con se stessi...anche se sbattono di fronte a un muro non si rompono il naso o almeno fanno finta di non esserselo rotto ...sono capaci di dire allo specchio che quel naso rotto è solo un'illusione ....mi viene giusto in mente "il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde in cui il protagonista Dorian stringe una sorta di "patto col demonio", grazie al quale lui, sarebbe rimasto eternamente giovane e bello mentre il suo ritratto sarebbe invecchiato al suo posto. Di giorno in giorno,di anno in anno, il quadro si imbruttisce sempre + ...troppe malvagità,troppo lusso,sensi di colpa ...in un certo qual senso quel ritratto viene a rappresentare la coscienza di Dorian il quale un giorno stanco del peso che il ritratto gli fa sentire, strappa la tela con un coltello.Di colpo il ritratto ringiovanisce mentre il corpo di Dorian appare avvizzito,irriconoscibile ...il frutto di una vita senza morale.
Perchè questo paragone? Perchè Dorian Gray almeno una coscienza l'ha avuta! possiamo dire lo stesso di chi ormai non ha più alcuna maschera da indossare perchè è stato scoperto?

P.S. dedicato a chi di maschere non ne vuole + vedere! Dedicato alla mia amica Mina :)

mercoledì 25 marzo 2009

«L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente» Si tratta di un’inestimabile verità, densa di significato. Anzitutto, l’essere umano ha bisogno dell’amore (e non solo dell’accudimento) di altri, nella tenera infanzia per poter sopravvivere, e nel resto della vita per non patire diversi problemi della personalità. Inoltre, noi abbiamo costitutivamente bisogno non solamente di essere amati, ma anche di amare. In effetti, l’infelicità è una condizione di solitudine durevole: chi è realmente e non soltanto temporaneamente solo è tremendamente infelice. Certo, a volte abbiamo bisogno di stare a tu per tu con noi stessi, ma chi non intrattiene mai relazioni significative con alcuno è terribilmente infelice. Ci sono uomini solitari che vivono in pace con se stessi, ma la loro è una condizione di assenza di turbamento, di difesa dalle possibili ferite che derivano dai rapporti interpersonali, non di felicità. Infatti, non si può essere felici da soli, perché l’uomo è un essere sociale (e i contemplativi sono in stabile comunione con colui che Platone chiamava il Primo Amico). Del resto, per eliminare la solitudine non ci basta nemmeno vivere in mezzo agli altri, perché possiamo restare soli anche in mezzo ad una folla se intratteniamo delle relazioni superficiali. Abbiamo piuttosto bisogno di entrare in comunione interpersonale con gli altri, il che è possibile appunto grazie all’amore. Insomma, siamo spesso concentrati su noi stessi, quando invece (come dice un’immagine efficace di Kierkegaard), la porta della felicità si apre verso l’esterno, cioè amando gli altri. L’amore è pertanto la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano».
Lamberto Funghi

martedì 10 febbraio 2009

Interrogativi


18 gen 1992 - Dopo un incidente d’auto, Eluana, 20 anni, cade in uno stato vegetativo permanente. Ricoverata a Lecco, è alimentata con un sondino. La ragazza respira autonomamente pur senza coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata.
17 anni dopo,si dichiara che sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è “una mostruosità disumana e un assassinio”. Secondo gli avvocati della famiglia Englaro, invece “è ora che Eluana venga lasciata morire come chiede suo padre da 16 anni”.
Queste i punti fondamentali sulla storia di questa ragazza.
E se Eluana fosse stata cosciente diversamente dal parere dei medici? se veramente avesse voluto e desiderato per anni di voler porre fine a quel supplizio?Chi siamo noi per decidere il contrario? e al contempo chi siamo noi per decidere di farla morire?
Onestamente da quando è stata fatta luce sulla sua storia anche forse sfruttandola per portare acqua al proprio mulino (caso Berlusconi e le diverse produzioni giornalistiche) noin sono mai riuscita ad avere un'idea chiara sull'azione da compiere,pareri e sentimenti contraddittori e conflittuali....La scienza è scienza eppure i sentimenti , il dolore e la pena di un genitore e della stessa ragazza probabilmente non sono da ritenere meno importanti o meno realistici.
Forse la sua morte, in anticipo rispetto ai pronostici, è stato un segno da colui che è al di sopra di noi tutti,un input per farci capire che siamo uomini e in quanto tali non possiamo ssempre avere certezze nè prendere decisioni avventate sulla scia di un momento di rabbia o di falso buonismo o al contrario di infinito dolore.Forse la sua morte a distanza di 17 anni dall'accaduto era qualcosa di segnato e che doveva avere un significato per noi tutti....

mercoledì 4 febbraio 2009

MALE NON FARE, PAURA MAI AVERE!

qualche giorno fa ho fatto un sogno strano....ho sognato di essere in mezzo alla folla,vagavo spaventata,alla ricerca di qualcosa ma non sapevo esattamente cosa...mi guardavo intorno e non mi piaceva ciò che vedevo,volti tristi,volti insoddisfatti,persone che piangevano,io stessa che piangevo....stanotte quel sogno si è ripetuto,uguale,,perfettamente identico solo che ad un certo punto mi son ritrovata in uno specchio ,in lacrime,con la fronte aggrottata,infastidita,addolorata....non capivo...all'improvviso un bambino mi corre incontro,mi abbraccia ,mi stringe,piange....lo guardo,lo studio,lo osservo...mi sento leggera,diversa,perchè?
Ho capito....mi sono preoccupata tanto degli esami all'università,mi faccio prendere dall'ansia quando penso che tra un paio di settimane mi laureo...poi mi chiedo cosa è che voglio fare nella vita e la risposta è...l'ingegnere?si,anche...ma ciò che voglio veramente è cambiare qualcosa,in me,negli altri,nel mondo....voglio una vita diversa,voglio poter trasmettere agli altri le cose in cui credo veramente...l'amore ,gli affetti,la stima,il rispetto di sè e degli altri. Come oggi ho detto a un mio amico,è l'amore a guidarci verso un mondo migliore e verso noi stessi....solo quando avremo piena consapevolezza di ciò che siamo e di come agiamo,possiamo dire di aver creato qualcosa e modificato in meglio la nostra realtà quotidiana...realtà che è di noi tutti perchè siamo un tutt'uno...buoni e cattivi,ricchi e poveri,bianchi e neri,facciamo tutti parte di una stessa comunità,facciamo tutti parte del disegno della vita...una vita che dobbiamo vivere con onestà e dignità,e bontà e altruismo e dalla quale dobbiamo imparare....sempre...il mondo siamo noi e i nostri sogni e le nostre azioni e se non facciamo un cazzo ,se ci crogiolamo nel nostro non far niente,nei nostri vorremmo ma non possiamo,nelle nostre incoerenze,nelle nostre paure,nei nostri pregiudizi,nelle nostre falsità e ipocrisie,nei nostri falsi buonismi ma come cazzo lo cambiamo sto mondo?....Violenza e disonestà,soprusi di ogni tipo su donne,bambini,uomini costretti a vivere delle loro fragilità senza avere alcun mezzo per poter cambiare il loro destino ....ma se noi restiamo dietro un vetro a guardare,cos'è che cambiamo?